Credo che meriti a livello linguistico per la sua funzione di rottura del canone letterario predominante. 1980.
Credo che meriti a livello linguistico per la sua funzione di rottura del canone letterario predominante. 1980.
L'abito non fa il monaco, notoriamente. Comunque era anche un riferimento ad Altri Libertini di Tondelli, un secolo fa.
Il piantone di esecrazione.
"Volevo dire: per i magistrati stiamo preparando il plotone di esecuzione"
Altri Ayatollah
Uno strumento, diciamolo, abbastanza usurato. Resta interessante confrontare i due modelli antitetici e nondimeno simbiotici, Hobbes contra Rousseau, il bellum e il buon selvaggio, magari facendo emergere la fictio di fondo e andando oltre.
Evidentemente non è bastato il fallimento brexit, vogliono ribadire solennemente la morte del liberalismo.
Riflettevo sul trend, diciamo, roussoviano, del termine "naturale" come toccasana per qualsivoglia problema ed esigenza. Mi ha sempre insospettito lo "stato di natura" hobbesiano, homo hominis lupus ( o per meglio dire columba).
Vado a chieder consiglio al bosco!
Dimenticavo: esperienze disastrose tutte cash.
Con vita intendevo la forma di vita che ci regge, quella vegetale, rispetto alla quale l'umanità è da un lato quantitativamente trascurabile, dall'altro qualitativamente distruttiva. Una vita fondata su cooperazione e diversità, al di là dell'antagonismo.
Posso solo augurare il meglio, le mie ultime esperienza con i medici sono state disastrose.
Ambedue inservibili. Resta da chiedersi se dobbiamo arrenderci alla mancanza di fondamento razionale motivabile e condovisibile, o se, forse, esso vada cercato altrove, in ciò che in fondo ci regge, la vita stessa. L'uomo non è misura di tutte le cose.
Sorolla
“Dio e popolo sono due principi di legittimità opposti e inconciliabili”.
Giovanni Sartori
Ambedue privi di fondamento, mi permetto di aggiungere. Nebulosi, manipolabili, manipolanti. Illegittimi.
Intervallo
In piena sintonia con i tempi correnti, direi.
“L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità”.
John Fitzgerald Kennedy
Senza alcun dubbio, ma il voto politico generale resta per me il momento fondamentale del NOI.
Nel mio caso ho invece saltato un paio di voti, preso dallo sconforto.
Ma è proprio questo il mio punto di partenza: quando e come abbiamo occasione concreta di vivere, sperimentare, abitare un NOI, una coappartenenza non nazionalistica, ma politica?
Mi starebbe bene anche questo. Io penso al voto come a un momento unificante e fondante della comunità, un atto politico, forse l'unico che ci resta negli attuali ordinamenti rappresentativi.
Per me l'oobligo o dovere del voto significa riconoscere la ineludibile interdipendenza dei singoli: senza questa base non vedo che libertà negativa.
Allora mi chiedo, e perdona se suona un poco come uovo o gallina: viene prima la libertà o la responsabilità? In una società complessa, disgregata, liquida, non sarebbe importante a maggior ragione enfatizzare il momento NOI del voto?
Io comunque non sostengo il divieto dell'astensione, io sostengo la penalizzazione, mirata e progressiva, di chi non si reca alle urne. Per la protesta esiste sempre la possibilità della scheda bianca.
Il voto è praticamente l'unico atto politico di massa, il momento anche fisico in cui ci identifichiamo come comunità di coappartenenti e corresponsabili. Che libertà sarebbe quella di non votare?
Ma non trovi abbastanza assurdo che da un lato si ricorra al nazionalismo pattriottico (es. Campi) per tenere insieme, soddisfare il bisogno di adesione, e dall'altro si veda nel non voto un'espressione di libertà?
Punterei piuttosto sul voto come dovere, come luogo del noi non nazionalista, dell'adersione alla comunità politica, del riconoscimento dell'interdipendenza, con relative limitazioni delle prestazioni sociali per chi ne rifiuta l'esercizio.
172
Azar Nafisi: "Khamenei andava processato, ne hanno fatto un martire. Il nuovo Iran deve partire dal basso"“La questione non è solo cambiare regime ma la mentalità delle persone”
Italy misses 2025 deficit and debt targets in blow to PM Meloni reut.rs/4skny3k