incensurato e conduca una vita del tutto regolare. Gj; inquirenti arrivano a dire alla stampa che «non è una coincidenza» che sia stato quasi ucciso, e ventilano l'ipotesi di un regolamento di conti legato alla crimi- nalità organizzata.
Il sottotesto, nemmeno troppo implicito, è che Masri se la sia cercata. La vittima diventa dunque re- sponsabile del crimine che ha subito.
Anche questa è una conseguenza calcolata al mil- limetro da Mangs, che fa leva sul razzismo sistemi- co per amplificare gli effetti nefasti dei suoi attenta- ti e alimentare uno stato di paura perenne.
In questo è aiutato da una copertura mediatica sen- sazionalista - che parla impropriamente di «violen- za delle gang», degrado o traffico di stupefacenti - e dai partiti di estrema destra, su tutti i Democratici svedesi (DS).
Quando è stato fondato nel 1988, il partito aveva ben poco di democratico: i leader erano tutti legati a doppio filo con gli ambienti nazisti svedesi degli anni Trenta, mentre il grosso dei membri era compo- sto da skinhead e neonazisti che organizzavano ro- ghi di libri e manifestazioni di supporto a John Ausonius, al grido di «Uomo laser, vai e uccidi!»
A differenza di l
un «serial killer» che ha commesso un «crimine con- tro l'umanità».
Il coro di unanime disapprovazione si incrina però in Italia e in Francia.
Jacques Coutela - un candidato del Front National alle elezioni cantonali del 2011 - scrive sul suo blog che Breivik è un «resistente», un «visionario» e un'«i- cona», arrivando addirittura a paragonarlo a un <nuovo Carlo Martello in lotta contro l'invasione musulmana».
L'eurodeputato della Lega Mario Borghezio, da sempre associato al neofascismo italiano ed europeo, dichiara nel corso di una trasmissione radiofonica che «il 100 per cento delle idee di Anders Behring Breivik sono buone, in qualche caso ottime». Le sue posizioni, aggiunge, «collimano con quelle dei mo- vimenti che ovunque in Europa vincono le elezioni».
Le parole di Borghezio scatenano un putiferio, co- stringendo il partito a scusarsi ufficialmente con a governo norvegese. Nonostante ciò, il politico non dimette né viene sospeso; è addirittura difeso da un altro europarlamentare leghista, Francesco Speroni.
«Sto con Borghezio» dice in un'intervista, perché «è stato strumentalizzato.» Se le idee di Breivik «sono che stiamo andando verso l'Eurabia e che va difesa la civiltà cristiana occidentale, sì, sono d'accordo». Speroni si chiede infine stupito: «Cioè, allora con- danniamo anche Oriana Fallaci?».
All'interno dell'estrema destra, invece, gli attenta- ti del 22 luglio - e la figura di Breivik - sono accolti in maniera decisamente ambivalente.
Il movimento del contro-jihad, quello che aveva maggiormente ispirato l'attentatore, si dissocia all'i- stante. Fjordman ripete di «non voler esser accosta- to a Breivik e alle sue orrende azioni: chiunque fac- cia una cosa del genere è un mostro». Il blogger rivela anche di aver ricevuto diverse sue mail, ma di non avere mai risposto: «Era noioso, sembrava un venditore porta a porta di aspirapolveri».
Anche i suprematisti bianchi statunitensi non lo appoggiano completamente, sebbene a livello ideo- logico le affinità siano parecchie. Nel manifesto, ad esempio, Breivik immagina una società basata sulla <riprogenetica», ossia la riproduzione selettiva di «bambini nordici» da crescere e allevare in reparti di ostetricia gestiti dallo Stato.
C'è anche chi la vede diversamente. Alex Linder, fondatore del sito «Vanguard News Network» (-VNN»), definisce Breivik un «eroe» che ha «inau- gurato l'Era dello Sterminio del Nemico». Il blogger estremista americano Brett Stevens - citato nel mani- festo - lo elogia apertamente, perché se l'è presa con i «veri responsabili» e «ha fatto sapere alla gente che essere di sinistra comporta delle conseguenze».
Il paese in cui Breivik incassa un supporto incon- dizionato è la Russia, dove le frange di estrema de- stra sono particolarmente violente e radicali.
In un'intervista realizzata in forma anonima, un membro della National Socialism/ White Power Crew (NS/WP, ritenuta un'organizzazione terroristica dal- la giustizia russa) lo loda come «l'esempio vivente da seguire» e dice che «dovrebbero esserci più Breivik».
Anche Nikolay Korolyov - fondatore del gruppo nazista Salvezza, condannato all'ergastolo per l'at- tentato del 2006 al mercato Cherkizovskij di Mo- sca - si esprime pubblicamente a suo favore, elevan- dolo a simbolo della «guerra santa» contro i «nemici della razza».
strada
"le prime gocce della tempesta - miti, armi e terrore dell'estrema #destra globale" Leonardo Bianchi
Sottotitolo che lascia poco spazio alle interpretazioni anche grazie ad un libro che ricostruisce minuziosamente la deriva sociale di odio e razzismo che ha investito l'Occidente
#libro #complotti