19.02 Prima parte - Taccuino, La Vita e l'Arte di Giuseppe de Nittis
In questo episodio di Neurogram, iniziamo il nostro viaggio a due voci tra le pagine dimenticate del Taccuino di Giuseppe De Nittis.
Siamo nei primi capitoli del suo racconto autobiografico, in una Barletta ottocentesca dove la memoria si fa corpo: i salinari, i nonni architetti e premurosi, le tavole scivolate in mare, il rosolio rubato, i dolci natalizi preparati in famiglia. Una società patriarcale, umile e affettuosa, osservata con occhi di bambino e raccontata con commozione.
È un’infanzia segnata dal dolore – la morte della madre, la prigionia del padre, la follia e poi la perdita – ma anche da stupori semplici e infiniti: il primo innamoramento, la gioia dell’andare a scuola, il senso del tempo che si apre, solenne, all’età della coscienza.
Giuseppe, che diventerà il pittore della luce, ci parla da Peppinuccio, bambino senza madre, adorato dai nonni, e già immerso in un mondo che si fa narrazione, luce, spazio, sogno.
Un sogno che comincia sulle rive delle saline di Barletta e che, come l’onda del mare, ci porta via.