#SecondaGuerraMondiale #WW2 #blackandwhitephotography #ItalianResistance #resistenza #ValleDAosta #Italy #partigiani #partisans
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#SecondaGuerraMondiale #WW2 #blackandwhitephotography #ItalianResistance #resistenza #ValleDAosta #Italy #partigiani #partisans
Ve li ricordate i nostri #partigiani, quando ci liberarono dagli occupanti nazisti con le bandiere colorate, i cappellini glitterati, le filastrocche e le poesie in rima baciata?
Questi erano #partigiani ♥️
Grazie! E allora in omaggio l' #AurelioSaffi di Piazza Saffi dove vennero appesi ai lampioni nel 1944 i corpi dei #partigiani #forlivesi #Corsari, #Versati, #Casadei e #Spazzoli dopo la loro esecuzione. #Luogo di #memoria per la #Resistenza #Italiana.
Il vescovo più volte denunciò le violenze germaniche contro i propri cittadini condamina.wordpress.com/2025/11/14/il-vescovo-pi... #Partigiani, #Pontremoli(Massa-Carrara), #Resistenza, #Stragi, #Tedeschi, #Toscana, #Vescovo
👍
Caro generale dei miei stivali, noi la #storia l’abbiamo imparata dalle testimonianze dirette dei #partigiani che, all’epoca, hanno combattuto quelli come te.
Non dai manuali del Pd…
#Trump chiama #terroristi i democratici che sostengono le manifestazioni "No King" negli USA. #Meloni associa l'#opposizione italiana ad #Hamas. I #tedeschi chiamavano #terroristi TUTTI i #partigiani che lottavano per liberare i Paesi occupati.
Corsi e ricorsi storici.
In sepia tones, a photo of three women assumed with ruffles, their bodies positioned facing forward, their heads turned to their right
#Partisans #Partigiani #Partigiane #Gappiste #Antifa #Women
#LongLiveTheResistance
#VivaLaResistenza
#TheWomenOfAntifa
Photo of three rifle-wielding women partisans walking down Via Brera, Milan, on April 26, 1945.
I'm starting my new calendar,
"The Women of Antifa"
Long Live The Resistance!
#Partisans #Partigiani #Partigiane #Gappiste #Antifa #Women
#LongLiveTheResistance
#VivaLaResistenza
#TheWomenOfAntifa
History of women in the Italian Resistance
#VivaLaResistenza #LongLiveTheResistance
#Antifa
#Women
#Gappiste
#Partigiane
#Partigiani
#Antifascista
#Antifascist
#Italia #Italy
#StopFascism
il-musicista-loggionista.blogspot.com/2025/10/carl...
#Nespolo #CarlaNespolo #Italy #History #Politics #PCI #ANPI #Partigiani
VAL GRANDE, VALLE RESISTENTE In ogni senso: perché ha mantenuto la sua natura selvaggia, e perché ha rappresentato UNA FORMIDABILE BASE STRATEGICA PER I PARTIGIANI di Stefano Catone / foto di Alessandro Ronzi 'è una valle che si apre a C semisfera, tra il lago Mag- giore e il Monte Rosa. Non si insinua, non si inerpica, ma si adagia tra le sponde del lago e le montagne dell'Ossola. Il suo nome è un aggettivo, la qualifica per quel che è. Della Val Grande si sente spesso parlare in quanto area selvaggia, area wilderness, più estesa delle Alpi. Il che non vuol dire che l'uomo non l'abbia mai abitata, anzi: a partire almeno dal XIII secolo sappiamo che di li pas- savano i pastori e che, due secoli più tardi, comparvero i boscaioli. A fare da spartiacque fu la Seconda guerra mondiale: i suoi abitanti, taglialegna e alpigiani, abbandonarono velocemente la valle e fu così che, nel giro di pochi anni, la natura riprese il sopravven- to. Ora che abbiamo sperimentato la pandemia da Covid-19 non è neppure difficile da immaginare quanto poco tempo sia necessario perché ciò acca- da, perché un faggio cresca al centro di una baita, mandandone all'aria il tetto. Quarant'anni dopo, nel marzo 1992, sarebbe stato istituito il Parco Nazio-
nale della Val Grande. Alpeggi, muri a secco, mulattiere, piccole infrastruttu- re non sono chiaramente scomparse. I segni del passaggio dell'uomo sono ancora evidenti ma, allo stesso tempo, chi decide di avventurarsi in Val Gran- de deve essere consapevole della vitale necessità di sapersi orientare: per per- dersi basta un attimo, così come testi- moniano ogni anno le cronache locali. La Seconda guerra mondiale segnò un prima e un dopo, dicevamo, nella vita delle persone che abitavano la Val Gran- de. E, nel contesto dell'intera guerra, fu un periodo ben preciso a rimanere im- presso, indelebile, scolpito, negli occhi degli alpigiani: i giorni della semina, cosi come li avrebbe chiamati il parti- giano e scrittore Nino Chiovini, quelli che dall'11 al 27 giugno 1944 sconvolse- ro la vita dell'intera valle, con dolorosi riverberi nelle pianure a cavallo tra il Piemonte e la Lombardia. I primi nu- clei partigiani della zona, in particolare quelli costituitisi nei dintorni di Ver- bania subito dopo l'8 settembre 1943, individuarono nella Val Grande una base operativa strategica: poche vie di accesso, territorio aspro, possibilità di scrutare il fondovalle e le vie di comuni- cazione che portavano a Domodossola e quindi, attraverso il passo del Sempione, alla Svizzera. La Val Grande, insomma, sembrava essere il luogo perfetto in cui ritirarsi dopo aver compiuto azioni di disturbo e propagandistiche a fondo- valle.
"VAL GRANDE, VALLE RESISTENTE"
In ogni senso: perché ha mantenuto la sua #natura selvaggia, e perché ha rappresentato UNA FORMIDABILE BASE STRATEGICA PER I #PARTIGIANI
di Stefano Catone / foto di Alessandro Ronzi
Su Ossigeno n.20 "Siamo i ribelli della montagna"
VAL GRANDE, VALLE RESISTENTE In ogni senso: perché ha mantenuto la sua natura selvaggia, e perché ha rappresentato UNA FORMIDABILE BASE STRATEGICA PER I PARTIGIANI di Stefano Catone / foto di Alessandro Ronzi 'è una valle che si apre a C semisfera, tra il lago Mag- giore e il Monte Rosa. Non si insinua, non si inerpica, ma si adagia tra le sponde del lago e le montagne dell'Ossola. Il suo nome è un aggettivo, la qualifica per quel che è. Della Val Grande si sente spesso parlare in quanto area selvaggia, area wilderness, più estesa delle Alpi. Il che non vuol dire che l'uomo non l'abbia mai abitata, anzi: a partire almeno dal XIII secolo sappiamo che di li pas- savano i pastori e che, due secoli più tardi, comparvero i boscaioli. A fare da spartiacque fu la Seconda guerra mondiale: i suoi abitanti, taglialegna e alpigiani, abbandonarono velocemente la valle e fu così che, nel giro di pochi anni, la natura riprese il sopravven- to. Ora che abbiamo sperimentato la pandemia da Covid-19 non è neppure difficile da immaginare quanto poco tempo sia necessario perché ciò acca- da, perché un faggio cresca al centro di una baita, mandandone all'aria il tetto. Quarant'anni dopo, nel marzo 1992, sarebbe stato istituito il Parco Nazio-
nale della Val Grande. Alpeggi, muri a secco, mulattiere, piccole infrastruttu- re non sono chiaramente scomparse. I segni del passaggio dell'uomo sono ancora evidenti ma, allo stesso tempo, chi decide di avventurarsi in Val Gran- de deve essere consapevole della vitale necessità di sapersi orientare: per per- dersi basta un attimo, così come testi- moniano ogni anno le cronache locali. La Seconda guerra mondiale segnò un prima e un dopo, dicevamo, nella vita delle persone che abitavano la Val Gran- de. E, nel contesto dell'intera guerra, fu un periodo ben preciso a rimanere im- presso, indelebile, scolpito, negli occhi degli alpigiani: i giorni della semina, cosi come li avrebbe chiamati il parti- giano e scrittore Nino Chiovini, quelli che dall'11 al 27 giugno 1944 sconvolse- ro la vita dell'intera valle, con dolorosi riverberi nelle pianure a cavallo tra il Piemonte e la Lombardia. I primi nu- clei partigiani della zona, in particolare quelli costituitisi nei dintorni di Ver- bania subito dopo l'8 settembre 1943, individuarono nella Val Grande una base operativa strategica: poche vie di accesso, territorio aspro, possibilità di scrutare il fondovalle e le vie di comuni- cazione che portavano a Domodossola e quindi, attraverso il passo del Sempione, alla Svizzera. La Val Grande, insomma, sembrava essere il luogo perfetto in cui ritirarsi dopo aver compiuto azioni di disturbo e propagandistiche a fondo- valle.
"VAL GRANDE, VALLE RESISTENTE"
In ogni senso: perché ha mantenuto la sua #natura selvaggia, e perché ha rappresentato UNA FORMIDABILE BASE STRATEGICA PER I #PARTIGIANI
di Stefano Catone / foto di Alessandro Ronzi
Su Ossigeno n.20 "Siamo i ribelli della montagna"
I #Partigiani, la #Resistenza - #SlavaUkraïni
"I #partigiani, pur costretti a impugnare le armi, definirono la guerra “un male assoluto”.
Al contrario, nella concezione fascista, la guerra era considerata come “destino sacro della nazione”.
Questa idea torna a risuonare oggi."
#Peace #3settembre #CeasefireNOW
volerelaluna.it/in-primo-pia...
➡️ Leggi l'articolo: #partigiani
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#History #Italy #PiazzaleLoreto #Milan #Strage #Partigiani #SemprePartigiani #IoNonDimentico #DontForget #War
Oggi Val di Non-Svizzera via Tonale, Aprica, Valtellina, Lugano. Con fermata a Dongo per celebrare i partigiani che arrestarono Mussolini.
#moto #partigiani #Dongo #resistenza #viaggi
➡️ Leggi l'articolo: #Pastasciutta #Antifascismo #DirittiAnimali #Partigiani #LeggeRegionale
#Hamas: oggi chiamiamo #terroristi, coloro che #160anni fa avremmo chiamato #briganti e #80anni fa #partigiani.
#palestina #freepalestine
combattenti per la #libertà del LORO territorio: ottant’anni dopo li abbiamo chiamati #partigiani.
L’Italia non è mai stata unita, ma è stata unificata. In tutto questo il sud ci ha rimesso e il nord ci ha guadagnato.
#OTD in 1944, 59 Italian prisoners were killed by Nazi troops in retaliation for a partisan attack days earlier. S. Engel, the Nazi commander, never paid for the Turchino Massacre, as all extradition attempts were blocked. #WarInItaly #Partigiani
#agendantifa #15maggio #Brescia
#SaverioFerrari, fondatore dell' #osservatoriodemocraticosullenuovedestre, parteciperà insieme a vari relatori e relatrici al convegno "Ieri #partigiani, oggi #antifascisti" in programma all'Istituto superiore Andrea Mantegna.
Vi aspettiamo!
@anpiscuola.bsky.social
Ad #Ascoli corteo 'Ieri #partigiani oggi #antifascisti' -
BENE COSÌ..!!
www.ansa.it/marche/notiz...